Eravamo i piccoli, io e lei. I piccoli della Lux, quando ancora il presidente era mio padre, Ettore Bernabei.

Piccoli nel senso di giovani, con meno esperienza. Piccoli nel senso che avevamo tutta la vita davanti.

L’ho guardata ed ho capito che era diversa dagli altri, che aveva un talento, un’intelligenza e un coraggio ineguagliabile. C’era la mano di Dio in lei. L’ho guardata e ho capito che sarebbe stata la mia colonna.

 

Alle nostre riunioni del lunedì alle 10 del mattino lei era sempre in ritardo, si presentava alle 10:30 e ogni volta aveva una scusa meravigliosa…

Adoravo quelle scuse … come mi mancheranno le sue scuse meravigliose!

 

Perché Sara era elegante, profondamente elegante, era veramente una regina, la Regina della Televisione Italiana. Parlavamo, scrivevamo, litigavamo. Sapeva essere di una dolcezza infinita. Ma era anche cattivissima.

 

Indimenticabili i corpo a corpo con Daniele Passani per ottenere di più dalle produzioni; ma alla fine, anche se a volte erano rivali, erano uniti dallo stesso ideale: fare bene non per sé stessi ma per chi avrebbe visto il progetto a cui stavano lavorando.

 

Era capace di rassicurare tutti; anche Matilde che giustamente aveva a cuore il bilanciamento tra budget e scrittura.

 

Sul lavoro non aveva pietà. Accettava l’errore, perdonava… ma sapeva sostituire e cacciare se ce ne era bisogno. Quando entrava nella stanza con la faccia da battaglia faceva paura. “Volete farmi cadere anche i capelli della parrucca?” – diceva usando il cancro come ricatto quando voleva qualcosa. E tutti facevano quello che lei voleva.

Perché quando invece avevamo bisogno di protezione in riunioni difficili lei per proteggerci diventava uno scudo d’acciaio per noi.

 

 

Siamo impastati di male e di bene, e lei era un impasto meraviglioso.

 

Lei e Sabina Marabini erano chiamate le SS.

Ora è rimasta una esse sola.

Sabina dovrà essere perfida anche per lei ma impastata di bene come lei, e con Luisa, Elena, Cecilia, Mario e Francesco formeranno una fantastica sestina che gestirà la scrittura della LUX VIDE portando nel cuore la missione che Sara ci ha affidato prima di volare in cielo.

 

Io e Sara non eravamo amici di pranzi e cene, non andavamo in vacanza insieme, ma se avevo un dubbio, se volevo un consiglio su un progetto, sapevo che potevo chiamarla.

Da oggi suo marito, i suoi figli, se lo vorranno potranno chiamare me e Paola, mia moglie, e i miei figli.

Ci sarò per loro come lei c’è stata per me.

 

Sara aveva una dote rara, diceva sempre la verità. Con dolcezza, ma non guardava in faccia a nessuno, tantomeno a me.

Io sognavo, progettavo, mi arrabbiavo. Lei era la mia messa terra.

Dovrò imparare a volare e, soprattutto, ad atterrare con tutto il mio team.

Dovrò imparare ad entrare in ufficio e non vederla.

Non so se sono pronto, ma so che farò di tutto per esserlo. E laddove non riuscirò, lei mi aiuterà dal Cielo, perché rimarrà sempre la responsabile editoriale della LUX VIDE, la nostra Head of Drama in Paradiso che continuerà a fare delle trattative, ora divine, con me.

 

Perché c’era un’altra cosa che aveva Sara. Una fede incrollabile. In questi anni di malattia non ha mai dubitato, nemmeno per un istante. Quando una persona come Sara muore siamo tutti provocati dalla sua morte, perché vorremmo ancora vedere la bellezza della loro vita, godere della loro presenza. Diciamo tutti no, non è giusto. Ma Sara avrebbe detto Dio ci ama, Dio sa. Era la frase che ripeteva di più.

 

Ed è vero Sara, Dio ti ama. Tantissimo.

 

E ti prometto che se mai avrò un momento di sconforto, un dubbio sull’importanza del lavoro che facciamo, sul rimanere fermi, senza cedimenti … guarderò il cielo e penserò a te.

Sara farà tanti miracoli dal cielo il primo lo ha già fatto, rendere se possibile ancora più coesa la già compattissima squadra Lux che ho l’onore e il privilegio di guidare.

Non temere, Mario, lei continuerà ad essere il tuo piccolo scudo.

 

Ci siamo incontrati che eravamo i piccoli con tutta la vita davanti. Adesso sono qui, a parlarti amica mia, sapendo che tu hai davanti una eternità bellissima, anche se fisicamente lontano da noi. Il tuo corpo riposerà accanto alla serva di Dio Chiara Corbella; due donne che hanno portato il dolore nel cuore e il mondo a Dio. E non ti stupirai quando verrà Elena, con le sue minigonne, a pregare con voi: perché tu bacchettona non lo sei mai stata!

 

Ciao Sara, stai tranquilla, resto io, col nostro gruppo, a presidiare la fortezza e a portare avanti la linea editoriale della LUX VIDE con te ed il babbo come alleati in cielo.

Diventerò grande anche per te, portandomi nel cuore quel sorriso che ci hai regalato quando, addormentandoti come una regina, sei volata in cielo.